Domenica 18 maggio 2008, l’Inter ha appena vinto il suo 16° scudetto e sul centro di Milano si sta abbattendo un diluvio che non riesce a smorzare l’entusiasmo dei tifosi. A noi tre, per vari motivi, la cosa non interessa affatto, se si esclude il fastidio di guidare in mezzo ad auto col clacson spianato, strabordanti di bandiere nerazzurre e di persone urlanti, per arrivare dietro alle Colonne di San Lorenzo, nel locale dove con altri amici abbiamo appuntamento per un aperitivo.

A un certo punto arriva ora di cena e ci spostiamo verso uno dei nostri abituali ristoranti giapponesi, dove continuiamo a chiacchierare delle solite cose: lavoro, donne, politica. Le solite fonti di frustrazione insomma. E si condisce il tutto con delle battute, che le risate magari non risolvono niente, ma sono il più bel vaffanculo che puoi urlare in faccia alla vita.

Sarà capitato a molti di chiedersi, prima o poi, se sono solo gli amici ad apprezzare il nostro umorismo o se potrebbe essere accolto da una platea più vasta. A noi è capitato seduti attorno a un tavolo, mentre eravamo intenti ad addentare l’ennesimo uramaki. E dato che uno di noi tre sa disegnare, è stato naturale buttargli li una proposta del tipo: “Perché non facciamo delle strisce a fumetti?”

Era un idea come un’altra per trovarsi un nuovo hobby, ed ha ricevuto la risposta che meritava: “Me lo propongono almeno una volta al mese. Ci vuole tempo, non è una cosa che si può improvvisare.”

Lunedì 19 maggio 2008, non ricordo se era una telefonata, o una mail, o due righe in chat. “S. ha detto che le vuole fare!”. Diamine! Se l’Inter è riuscita a vincere tre campionati a fila, magari questa volta va bene anche a noi.