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Maggio 2008, probabilmente un venerdì, sicuramente al tavolo di un ristorante giapponese.
T: Sarebbe meglio non essere troppo autobiografici.
S: Perché? Io pensavo proprio il contrario.
T: Io però eviterei che qualsiasi cagata facciamo dire o fare ai personaggi venga attribuita a noi.
B: Tranne che delle cazzate che mi succedono non saprei che scrivere.
T: Si ok, ma non è che le cazzate vanno riportate pari pari. E’ chiaro che ci si ispira anche a quello che ci succede, però…
S: Quindi i protagonisti principali sono 3 single dall’età non meglio precisata…
T: Ma potremmo forse farne solo 2, in fondo io e B facciamo quasi lo stesso lavoro.
S: Però caratterialmente siete diversi.
T: Ok, ma non possiamo avere due personaggi che fanno lo stesso lavoro.
S: Allora uno fa il pittore…
T: Uno fa l’informatico…
B: E il terzo potrebbe fare il giornalista che si occupa di cose scientifiche.
S: Poi ci saranno anche tre personaggi femminili.
T: Si però questi evitiamo assolutamente di farli identificabili con qualcuna che conosciamo!!!
B: Temo sia impossibile ottenerlo. Se parliamo delle cose che ci succedono, per quanto le rendiamo surreali…
T: Va bene. Se qualcuna si identifica e si incazza la mando sotto casa tua. Io comunque cercherei di non essere troppo autobiografici…
Qualche giorno dopo.
T: Comunque continuo a credere che sarebbe meglio non essere troppo autobiografici.
S: Ho fatto un disegno di prova dei personaggi.
T: Ma siamo noi!!!
B: Mi sembra che Sid e Ted siano un po’ somiglianti tra di loro e potrebbero confondersi.
S: Allora faccio un po’ più di capelli a Ted.
T: Beh senti allora, visto che ho dovuto smettere, fai anche che Ted fuma.
S: Non c’è problema.
T: Però non dobbiamo essere troppo autobiografici… Allora nella prima vignetta ci siete voi due sul tapis roulant…
continua…
Domenica 18 maggio 2008, l’Inter ha appena vinto il suo 16° scudetto e sul centro di Milano si sta abbattendo un diluvio che non riesce a smorzare l’entusiasmo dei tifosi. A noi tre, per vari motivi, la cosa non interessa affatto, se si esclude il fastidio di guidare in mezzo ad auto col clacson spianato, strabordanti di bandiere nerazzurre e di persone urlanti, per arrivare dietro alle Colonne di San Lorenzo, nel locale dove con altri amici abbiamo appuntamento per un aperitivo.
A un certo punto arriva ora di cena e ci spostiamo verso uno dei nostri abituali ristoranti giapponesi, dove continuiamo a chiacchierare delle solite cose: lavoro, donne, politica. Le solite fonti di frustrazione insomma. E si condisce il tutto con delle battute, che le risate magari non risolvono niente, ma sono il più bel vaffanculo che puoi urlare in faccia alla vita.
Sarà capitato a molti di chiedersi, prima o poi, se sono solo gli amici ad apprezzare il nostro umorismo o se potrebbe essere accolto da una platea più vasta. A noi è capitato seduti attorno a un tavolo, mentre eravamo intenti ad addentare l’ennesimo uramaki. E dato che uno di noi tre sa disegnare, è stato naturale buttargli li una proposta del tipo: “Perché non facciamo delle strisce a fumetti?”
Era un idea come un’altra per trovarsi un nuovo hobby, ed ha ricevuto la risposta che meritava: “Me lo propongono almeno una volta al mese. Ci vuole tempo, non è una cosa che si può improvvisare.”
Lunedì 19 maggio 2008, non ricordo se era una telefonata, o una mail, o due righe in chat. “S. ha detto che le vuole fare!”. Diamine! Se l’Inter è riuscita a vincere tre campionati a fila, magari questa volta va bene anche a noi.



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