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Dopo una recensione lusinghiera come neanche le nostre mamme avrebbero saputo fare, quelli di Baloons ci hanno proposto di pubblicare da loro alcune delle nostre strisce. E’ quindi con smisurato orgoglio e colpevole ritardo che siamo lieti di annunciare che ogni sabato troverete su Baloons una nostra anteprima.
Ci resta solo di coprire anche le domeniche. Quindi se qualcuno del New York Times volesse farsi vivo e coprirci di dollari… Accettiamo anche azioni della General Motors… Nel caso la carriola la portiamo noi…
Dopo aver superato indenni tre mesi e mezzo, l’occhio attento dei nostri lettori ci coglie nuovamente in fallo.
Per farci notare l’errore sono stati scomodati paroloni come tridimensionale e contro campo. Nel mentre che ci documentiamo su un dizionario ecco la striscia errata

Questa volta Alabama è stata bruciata sul tempo da un mattiniero Tedemezzo (e facciamo presente a chi va a caccia di errori che noi, malvagi, pubblichiamo le strisce alle 5 di mattina).
Ed ecco la nuova classifica:
Lo so. Lo stanno facendo più o meno tutti, ma non resisto alla tentazione di accodarmi al gruppo e consigliare caldamente la visione di questo film di animazione digitale. Wall-e, l’ultimo lungometraggio della Pixar, è una vera gioia per gli occhi (e in parte anche per cuore).
Già in Ratatouille (il lungometraggio del 2007) era evidente che finalmente alla Pixar erano riusciti a trovare la giusta alchimia tra il livello di realismo della grafica 3d e la sintesi grafica e capacità espressiva dell’animazione tradizionale. Ormai la mimica e l’espressività dei personaggi, il dinamismo delle scene e la capacità evocativa dell’ambientazione e delle scenografie sono quasi ineccepibili.
Ho trovato notevole e coraggiosa anche la scelta narrativa di optare per una quasi totale assenza di dialoghi, soprattutto nella prima metà del film. Un scelta decisamente in controtendenza con i film di animazione della concorrenza degli ultimi anni, dove i dialoghi incalzanti e dal ritmo serrato vengono largamente usati per definire e mantenere il ritmo e il dinamismo del film. Era una scelta di cambio di registro già emersa in Ratatouille e che in Wall-e è ancora più estrema. I dialoghi sono quasi inesistenti e Wall-e ed Eve (la robottina di cui wall-e si innamora) si limitano ad emettere suoni inarticolati. Tutto il meccanismo narrativo è perciò affidato all’animazione, alla mimica e alla regia. Il risultato è un film fluido, divertente, con momenti davvero struggenti, soprattutto considerando che i protagonisti sono un rugginoso robot spazzino cingolato e una sorta di futuribile versione di robot-iMac.
Per quanto riguarda l’aspetto tecnico e visivo, il film è un omaggio alla cinematografia di fantascienza degli anni 70/80. Gli autori si sono ispirati ai principali film di quel periodo; Alien, Blade runner, 2001 odissea nella spazio etc.
Da buon mac-addicted non ho potuto fare a meno di apprezzare nel film l’evidente omaggio al design e al mondo Apple. Al design del film ha collaborato anche il team di Jonatahn Iveil (responsabile del design Apple). Ho ridacchiato in sala come un cretino ogni volta che, terminata la ricarica delle batterie, wall-e emetteva lo stesso suono di accensione del mio imac.
Più informazioni su wall-e si possono ottenere presso il sito ufficiale di wall-e e presso wikipedia
Sid
Sid: Il fatto è che in una vignetta non riesco a mettere tre tapis-roulant affiancati.
Ted: Beh, Bob e Ted potrebbero correre sullo stesso.
Potremmo dissertare lungamente sui motivi per cui ci piacciono le strisce di Neko e Kuma, ma la verità è molto semplice. In fondo siamo anche noi degli orsi ciccioni e ci piacciono le gatte bastarde. Trattasi di solidarietà plantigrada.
Ménage à 3 è un webcomic di due autori candesi, che troviamo divertente. Anche Ménage à 3 ha come protagoniste tre persone che condividono un appartamento. Anche nell’appartamento di Ménage à 3 c’è un gatto. La differenza è che in Singloids c’è un robottino alieno che si aggira in casa di Bob, Sid e Ted, mentre in Ménage à 3 un troviamo un geek che condivide l’appartamento con una rockettara e una biondona dal petto prosperoso. Pura fantascienza.
Vivissimi auguri. In tuo onore oggi non parlerò male della noiosissima fantascienza da eroi in pigiamino colorato che tu ami tanto. Opss, forse l’ho appena fatto.
Sid
Come potete vedere abbiamo adottato anche qui lo stesso tema di Singloids. Bob non era molto convinto ma si è ricreduto quando abbiamo concepito l’idea dell’immagine per la testata. Poi ha visto la versione definitiva. Avrebbe preferito un soriano.
Non so se il termine blooper è applicabile anche ai fumetti, ma Sid oggi si è accorto che, nella striscia #30, Bob dichiara che sono le sette di domenica mattina, mentre nella striscia precedente l’orologio di Meg segnava un’ora diversa. Ovviamente Sid, che a queste cose ci tiene, ha provveduto a correggere la vignetta. Ma comunque pubblichiamo qui, a imperitura memoria, quella errata.






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